CINA E INDUSTRIA TECH: GLI USA PERDERANNO PRESTO IL PRIMATO?

Data Pubblicazione:

12 giugno 2018

Cina e industria tech: gli Usa perderanno presto il primato? Numerosi investitori della Silicon Valley hanno di recente manifestato una certa preoccupazione circa il fatto che il settore tecnologico cinese possa presto sorpassare il colosso statunitense in settori come lintelligenza artificiale e i veicoli autonomi. A manifestare pubblicamente questo timore è stato per primo Mike Vernal, venture capitalist di Sequoia Capital, nel corso di un recente dibattito sulla San Francisco Bay Area: penso ci sia un reale rischio che tra tre o cinque anni ci alzeremo e ci renderemo conto che la Cina è molto più avanti rispetto agli Stati Uniti e alla Silicon Valley, ha detto linvestitore californiano. Gli elementi a favore di questa teoria sembrerebbero essere già sotto gli occhi di tutti: la percentuale cinese di venture capital, fino a qualche anno fa solo al 5%, è vertiginosamente aumentata al 24% e ben due compagnie cinesi Didi Chuxing e Xiaomi hanno recentemente raggiunto una valutazione complessiva superiore a ben un miliardo di dollari. A consolidare questa linea di pensiero ci sarebbe poi il fatto che la Cina, oltre a possedere la più alta percentuale di laureati al mondo e in particolare il più alto numero di laureati STEM , rappresenterebbe anche uno Stato sicuramente più efficiente rispetto a quello americano nella rimozione degli ostacoli e delle regolamentazioni nel settore tecnologico. Secondo altre opinioni, invece, quello del tech non sarebbe un settore in cui chi vince prende tutto: linnovazione portata dalla Cina potrebbe invece andare a vantaggio delle economie e dei consumatori di tutto il mondo. Ciò che rimane inequivoco sono allora i dati concreti e il fatto che la Cina stia oggi trasformandosi sempre più in un gigante che non vuole smettere di crescere. Secondo le più recenti statistiche, le start-up cinesi nel settore dellintelligenza artificiale stanno oggi ricevendo il 48% degli investimenti globali, contro il più basso 38% ricevuto da quelle statunitensi. Condividi

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